REGISTA, CAMERAMAN E MONTATORE : PASCAL BERNHARDT
È nato e cresciuto in periferia parigina e vive a Genova da 13 anni. Esegue un master di antropologia sociale, visuale e culturale nel 2011 e si forma alla regia, e alla camera attraverso diverse esperienze con dei collettivi di video maker. Sperimenta la regia di videoclip, cortomettraggi, e si sofferma sulla regia di documentari su temi sociali e politici, sperimentando narrazioni esistenziali dell’individuo per svelare come il politico, le dominazioni sociali ed economiche scolpiscono il vissuto delle persone. Da più di una decina di anni realizza video atelier, video musicali nello scopo di dare strumenti di crescita a giovanni in difficoltà. Lavora in freelance come fonico di presa diretta, cameraman e montatore.

SOUND ENGINEER : PALOMA SUAZO JARA
È Cilena, cresciuta nella città di Santiago. È architetta di formazione ma riconvertita in diverse pratiche e percorsi artistici, l’illustrazione, il collage, il ricamo, il fumetto. E anche tatuatrice. Sta concludendo un nuovo percorso di studio ai Belli Arti di Genova sezione illustrazione e fumetto nello scopo di elaborare dei fumetti su dei temi sociali e politici. Ha sperimentato tante lotte nel paese natale. Era già affine e sensibile ai temi trattati nel documentario e ha partecipato con passione al percorso riflessivo che si è aperto a lei e suo compagno.
Pascal e Paloma sono compagni. Si sono scoperti e avvicinati ancora di più sul campo della realizzazione di questo documentario. Si sono affiatati sul cammino della scoperta e degli incontri, maturando riflessioni, stupori ed interrogazioni. Si è imbarcata Paloma come sound engineer per sostituire all’ultimo minuto il fonico che per problemi personali non è potuto venire. S’è formata il tempo del viaggio.

MUSICHE : STEFANO D'ARCHANGELO
Compositore e musicista della Compagnia Fantasma partecipa alle esperienze radiofoniche in Rai e a Radio Città del Capo. Lavora al Teatro San Martino all’interno del Gruppo Libero Teatro partecipando all’allestimento scenotecnico di spettacoli di Fortebraccio Teatro, Aldes, Stefano Questorio e molti altri.Ha insegnato al Laboratorio 41 e prodotto Larp per anni con la Chaos League.Producer e compositore per il cinema e il teatro, membro del Bhutan Clan e del progetto Melologos, scrive e arrangia musica per numerosi artisti. Negli ultimi anni si dedica al linguaggio del Podcast ideando e realizzando lavori per scrittori e case editrici. È il compositore della BO del documentario e del sound design del film.
Stefano d’Arcangelo è stato presentato al regista dai Wu Ming, perché collabora con loro su numerosi progetti componendo gli ambienti musicali per vari spettacoli dal vivo su qui hanno lavorato o per degli sperimenti di registrazioni al loro attivo. Appena ha saputo del progetto ci si è buttato volontariamente e con grande entusiasmo essendo molto affine alla causa del film.

WU MING è un collettivo di scrittori bolognesi che hanno sperimentato ed inventato numerosi esperimenti letterari e non solo intorno all’entità misteriosa di Luther Blisset. Sono gli autori di Q, 54, Manituana, Altai e di altre opere di narrativa storica conosciute a livello internazionale, una forma che hanno praticato per molti anni, fino a quando non hanno deciso di andare avanti e di usare la storia in altri modi. L’ultimo romanzo storico della sequenza iniziata con Q negli anni ’90 è stato L’armata dei sonnambuli (2014), che già annunciava cambiamenti.
Oggi fanno tesoro di ciò che hanno imparato esplorando quel genere e forzando le sue convenzioni, e si dedicano a nuovi esperimenti, cercando un equilibrio inquietante tra storia e fantasia. È quello che hanno cercato di fare con L’Invisibile ovunque (2015), Proletkult (2018), La macchina del vento (2019) e UFO 78 (2022).
Dopo il primo tuffo e giro di riprese, prende inizio per il regista il tempo dello studio per approfondire la conoscenza di una regione in cui non si era mai recato prima. Ed è allora che scopre e legge gli testi e le letture critiche del WU MING elaborati intorno all’alluvione e decide di coinvolgerli per mettere a contribuzione le loro analisi e le loro voci alla narrazione del documentario






